A metà della vita

CREDITI E SINOSSI

Soggetto, sceneggiatura e regia: Pierluigi Di Pasquale
Fotografia: Stefano Chiodini
Scenografia: Alessandro Calevro
Operatore di macchina: David Santi
Montaggio: Cristiano Gazzarrini
Musica: Carmine Coppola e Francis Ford Coppola per gentile concessione di American Zoetrope
Interpreti: Massimo Alì, Giovanna Gugliersi, Antonella D’Arcangelo, Davide Gemmani
Direttrice di produzione: Silvia Salvioli
Produzione: Odissea Cinema
Durata: 10 min.

Il protagonista, a metà della sua vita, proprio come Dante Alighieri, vive una profonda crisi.
È il 25 marzo del 2000, esattamente 700 anni dopo l’ipotetico inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia. Nell’oscurità di una stanza, il protagonista lega un cappio a una trave del soffitto. Poi inizia a scrivere una lettera su un tavolo sul quale, oltre a varie carte, giornali e una copia del film Otto e mezzo di Federico Fellini, si nota la foto di una donna. Mentre scrive, il protagonista viene assalito dalla paura, e dopo una breve esitazione strappa la lettera. Nella scena successiva è su un treno, con un aspetto più curato e con in mano la foto della donna. Nello stesso scompartimento
ci sono anche altre persone, si guardano, ma restando tutti in silenzio. Il protagonista si addormenta e si sveglia quando il treno è già arrivato a destinazione. Non c’è più nessuno e anche lui si affretta a scendere dal treno. Esce dalla stazione ferroviaria e cammina con passo deciso per le strade e le piazze di Firenze. Poco dopo si rende conto che la città è completamente deserta. Assalito dall’angoscia, continua a camminare mentre si sente osservato dalle statue avvolte da una luce sinistra. Anche i fauni e i satiri della Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria hanno un aspetto
quasi diabolico. La musica della colonna sonora di Apocalypse now rende ancora più inquietante la surreale solitudine del protagonista, che prosegue in una Firenze incredibilmente deserta. Giunge davanti al portone di un palazzo nel quale entra. Sale lentamente le scale fino all’ultimo piano, dove
viene avvolto da un’abbagliante luce bianca. Dal bagliore che invade tutta l’immagine, lentamente appare la scritta dell’ultimo verso della Divina Commedia: l’amor che move il sole e l’altre stelle.

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